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ALLERGIA ALIMENTARE AL NIDO: ECCO I FATTI

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ALLERGIA ALIMENTARE AL NIDO: ECCO I FATTI

Ci sentiamo di riassumere una serie di fatti inerenti la vicenda, finita anche sui giornali, della bambina esclusa temporaneamente dall’asilo nido “Peter Pan” di San Romano.

La vicenda ci pare scandalosa, perché non si era riusciti, dai primi di luglio al 28 ottobre 2014, a organizzare il servizio per permettere ad un minore di frequentare in sicurezza il servizio educativo data la sua allergia al latte vaccino.

Prima di tutto si sottolinea che l’asilo nido è un servizio educativo offerto autonomamente dal Comune, e non rientra nel percorso scolastico pubblico che parte invece dalla scuola materna in poi. La gestione e organizzazione del Servizio è in capo quindi all’ufficio scuola comunale, che ha appaltato la gestione alla Cooperativa il Simbolo, che svolge effettivamente il servizio, sempre e comunque per conto del Comune di Montopoli in Val d’Arno.

Venerdì 28 novembre si è svolto il Consiglio Comunale a Montopoli, in tale consiglio NON si è discussa la nostra interrogazione in merito che alleghiamo all’articolo.

Dopo averci invitato espressamente a ritirare la interrogazione, nei giorni precedenti, è stato deciso, contro il nostro parere e sentito il Segretario Comunale, che la discussione della interrogazione avrebbe potuto avvenire solamente a porte chiuse oppure in forma scritta.
Vorremmo sottolineare come invece lo stesso riguardo alla privacy della minore non sia stato tributato sui giornali locali, dove il Sindaco si è affrettato a scrivere un articolo di risposta alle proteste della famiglia, uscito sul Tirreno proprio il 28 novembre .

bimba esclusa asilo

Quindi privacy a senso alterno: un po’ sì, un po’ no, a seconda della convenienza…

ImmagineLeggete pure i punti della interrogazione; non sono citati dati sensibili, come potete vedere. Quando in Consiglio Comunale si presenta una interrogazione, solo il Sindaco o un assessore hanno il diritto di rispondere, non si ha dibattito in merito ma solo una risposta e poi la dichiarazione di soddisfazione o meno del presentatore della interrogazione.

interrogazione

Senza entrare nel merito della legge 196 sulla privacy, pensiamo che alle nostre sette domande il Sindaco avrebbe benissimo potuto rispondere nel merito della gestione del servizio educativo e dei protocolli adottati, senza citare nessun dato sensibile.
Ci sembra invece che si sia trattato di un pretesto per non affrontare in pubblico questioni molto scottanti, come la conformità normativa e la conclusione dei lavori nell’asilo nido di San Romano, e la manifesta incapacità di gestire una semplice allergia alimentare da parte dei soggetti preposti, che in sette settimane in cui la bambina è rimasta sospesa in un “eterno” inserimento, con frequenza giornaliera ridotta a un paio d’ore con conseguenti disagi suoi e della famiglia che tutti possiamo immaginare, non hanno saputo risolversi a fare per prima cosa quello che anche solo col buonsenso si sarebbe fatto: capire di cosa si stava parlando.

Basta digitare la parola “latte” su wikipedia e si trova questo interessante paragrafo:

http://it.wikipedia.org/wiki/Latte…

“Le caseine oltre a essere la classe proteica più rappresentata nel latte rappresentano, insieme alla β-lattoglobulina, i principali antigeni, causa di allergie, più frequente nei primi anni di vita ma che spesso tendono poi a scomparire con l’età, anche se talvolta causa di gravi shock anafilattici.”
Ci chiediamo infatti come mai solo dopo che i genitori hanno protestato decisamente per la esclusione della loro bambina dal nido, con conseguenti articoli di giornale e sollecitazione anche “politica” dell’Amministrazione,ci si è precipitati a prendere un appuntamento alla bambina per un test urgente di tolleranza al latte vaccino.
Test da cui è risultato che la allergia è assolutamente sparita e la bimba non ha necessità di alcuna particolare precauzione nella frequenza al nido.
Sembra una barzelletta, in fondo siamo tutti contenti: è una storia a lieto fine perché tutto si risolve adesso per il meglio, ma chiediamoci un attimo quanti soldi NOSTRI sono stai spesi per le numerose riunioni tra educatrici, ASL, personale della mensa, medici di base, dipendenti comunali, amministratori, e chi più ne ha più ne metta; tempo impiegato per l’inserimento della bambina; per la dieta di tutto il nido che è stata addirittura variata per eliminare tutti i latticini, etc. etc.
Tutto questo a nostro avviso per una evidente carenza gestionale. Se si fosse fatto subito quello che è stato fatto in ultimo e per forza, le cose sarebbero andate diversamente.

Sembrano barzellette, invece è la verità, è successo a Montopoli.

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3 Comments

  1. valeria

    come associazione di pazienti andiamo gratuitamente nelle scuole per favorire il corretto inserimento e frequenza degli alunni con anafilassi da alimenti. tutti hanno diritto alla salute ed allo studio. con le corrette informazioni anche lo scoglio della gestione dei farmaci salvavita si appiana. siamo sempre disponibili a dare una mano, assieme al Centro di riferimento Allergologico regionale col quale collaboriamo. gratis.

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    • Erica

      grazie Valeria! dove siete? sarebbe utile un incontro per chiarirci quali sono i passi per una corretta procedura nelle scuole in casi di allergie.

      Rispondi

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