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La TASI a Montopoli: “harakiri” all’italiana

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La TASI a Montopoli: “harakiri” all’italiana

harakiri: In Giappone, suicidio obbligatorio o volontario con cui il samurai si sottraeva alla pena capitale, o manifestava solennemente la propria protesta contro un’ingiustizia patita o il proprio cordoglio per la morte del suo signore. Si praticava squarciandosi il ventre con la spada ed era il privilegio esclusivo della casta samurai…” (fonte: Treccani).

Da qualche giorno, a Montopoli, si ha una nuova forma di harakiri, in cui per difesa dell’onore il “samurai” trafigge gli elettori…

Pochi giorni fa la maggioranza PD ha approvato compatta in consiglio una TASI non equa, con pressione fiscale alta per le fasce medio-basse, pur dichiarandosi contraria ad esso, così come contrarie si sono dette le opposizioni.
Allora (dopo esserci pizzicati a dovere per essere sicuri che non stiamo sognando) ci chiediamo:

 A chi devono rendere conto i consiglieri nelle loro scelte in Consiglio? Al Sindaco, Al Partito, ai cittadini, alla loro coscienza?

 A nostro avviso chi è stato eletto deve fare per prima cosa l’interesse dei cittadini, ed ha il dovere di lavorare per questo, seguendo il programma elettorale presentato alle elezioni. Giochi di forza interni ai partiti che vanno a scapito del cittadino sono a nostro avviso vergognosi.
E poi, altro dato rilevante: il fatto che il provvedimento votato in Consiglio Comunale era stato modificato arbitrariamente sia rispetto alle aliquote approvate dalla Giunta che rispetto agli atti ufficiali depositati prima del consiglio per la consultazione.
 Altra domanda spontanea:

A cosa servono Giunta e Consiglio Comunale a Montopoli? Sono organi autoreferenziali o hanno una funzione utile per i cittadini?

 Visto l’andamento dei lavori, viene da pensare che anche il misero gettone di presenza dei consiglieri sia mal speso. Devono metterci in condizione di essere, tutti, una risorsa e non un peso per i cittadini che ci hanno dato fiducia e, sì, alla fine ci pagano, poco o tanto, per LAVORARE.
Questo vuol dire avere i documenti in un tempo congruo per studiarli, lavorare nelle commissioni con tempi sufficienti per elaborare documenti da portare in Consiglio e non solo per avallare o meno delibere già pronte; e così via. Se no si può anche stare a casa, basta una paletta automatica per dire si o no.
Ci chiediamo se chi ha votato l’attuale amministrazione sia contento della piega che stanno prendendo gli eventi. Cosa vi aspettate da chi avete votato?

 Cittadini svegliatevi, difendete i vostri diritti, e soprattutto pretendete che chi avete votato lo faccia!

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